.
.
.
.
.
« Se l'aura spira tutta vezzosa, la fresca rosa ridente sta,
la siepe ombrosa di bei smeraldi d'estivi caldi timor non ha.
A balli, a balli, liete venite, ninfe gradite, fior di beltà.
Or, che sì chiaro il vago fonte dall'alto monte al mar sen' va.
Suoi dolci versi spiega l'augello, e l'arboscello fiorito sta.
Un volto bello al l'ombra accanto sol si dia vanto d'haver pieta.
Al canto, al canto, ninfe ridenti, Scacciate i venti di crudelta. Grazie. »
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.